In un libro che tutti gli appassionati d’arte dovrebbero leggere, la Vita delle forme, Henry Focillon sostiene che la forma non è una pura rappresentazione statica, ma contiene al suo interno una vita vera e propria, con una sua volontà di rinnovamento, capace di invadere lo spazio e di stupire lo spettatore. Le forme sono quindi “vive”, legate saldamente ai tempi che le circondano, in grado di attraversare la storia trasformandosi, adeguandosi, rivoluzionandosi.
Ylli Plaka sembra materializzare questa teoria nelle sue molteplici interpretazioni di un unico tema.




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