Carlo Sipsz
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Dopo un’attesa lunga quasi un mese finalmente ci siamo: il Totem di Carlo Sipsz è uscito sano e salvo dal forno di PiralArte. Il colore scelto è uno splendido smalto rosso fiammante che si accosta perfettamente alle decorazioni “a corteccia” in engobbio bianco.
Si tratta di un’opera davvero imponente, realizzata in tre moduli alti circa 70 cm. l’uno, per un’atezza totale di oltre due metri.
All’interno della struttura, in un apposito foro passante, verrà inserito un tubo di metallo per stabilizzare ed impedire lo spostamento dei tre segmenti.
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Ci siamo: il Totem di Carlo Sipsz è entrato in cottura! L’operazione si protrarrà fino a dopodomani, quando finalmente lo vedremo emergere – si spera sano e salvo – dai meandri del forno di PiralArte!
Per ora ci basti un’occhiata allo spioncino…

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Ormai ci siamo, manca pochissimo alla nascita del Totem di Carlo Sipsz qui in PiralArte. Prima della verniciatura e della cottura finale rimane un grande dilemma da affrontare: di quale colore sarà l’opera? Sembra un problema di poco conto, ma in realtà il colore dello smalto, specie su un’opera di queste dimensioni, non è scelta da prendersi sottogamba… Carlo Sipsz da ceramista navigato qual’è sa bene che una scelta sbagliata può compromettere e vanificare un mese di lavoro.
Non è solo una questione estetica: all’interno di un solo colore le possibilità offerte dagli smalti ceramici sono centinaia. Tanto per fare un esempio: meglio uno smalto opaco, semiopaco o lucido? E per quanto riguarda il colore: è meglio un colore coprente o uno traslucido che ammetta dei rialzi e degli affondi? Uno che fonda rapidamente a “bassa” temperatura oppure uno da poter “spingere” a temperature più alte, correndo magari il rischio che il colore “bruci” nel forno?
Personalmente, conoscendo Carlo Sipsz da anni, so che è praticamente infallibile con il blu e con il rosso lucido (anche se uno dei suoi Totem più belli è in nero opaco…) staremo a vedere!
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Dopo una snervante asciugatura Carlo Sipsz ha finalmente biscottato i tre segmenti che compongono il suo Totem. Si può dire che il peggio è passato, e che molte delle preoccupazioni iniziali sulla solidità della struttura sono scomparse.
Non è semplice creare una “architettura” di terracotta che si autosostiene! Sono centinaia di chili di argilla fresca che possono implodere in qualsiasi momento! Per questo motivo un’asciugatura lenta e graduale rappresenta l’unico metodo per potersi assicurare un’opera realmente stabile.
Come si può vedere dalle immagini l’artista ha voluto seguire la biscottatura personalmente, occupandosi anche del trasporto dei tre segmenti e della nuova messa in posa all’interno dei laboratori di PiralArte ad Albisola.
Non c’è bisogno che sia io a dirlo: montare e smontare tre segmenti che pesano decine di chili ognuno non è una passeggiata, ma quello che sorprende è il fatto che tutte le parti dell’opera si sono “ritirate” in maniera armonica e proporzionata nonostante l’argilla abbia spessori diversi a seconda della collocazione di ciascun segmento.
Nelle parti basse della scultura l’argilla è più spessa, mentre in quelle alte lo spessore è nettamente inferiore.
Prossima tappa: la verniciatura a smalto, a cui farà seguito una nuova cottura in forno.
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Oggi sono uscite dal forno di PiralArte le minisfere di Carlo Sipsz: quattro pezzi molto raffinati decorati a engobbio bianco e smalto rosso. Come spesso accade nell’opera di Carlo Sipsz il richiamo iconografico è il mondo vegetale con le sue corrugate espressioni…
Sono opere davvero felici, piccole e “maneggevoli” nel senso più autentico del termine! Si fatica a lasciarle sole, tanto sembrano fatte per essere “maneggiate”.
Per questo motivo ho consigliato all’artista di non posizionarle su un basamento: devono poter essere tenute in mano quando si desidera.
Giorni fa avevamo scattato alcune foto delle opere prima della smaltatura rossa, quando erano ancora color terracotta con la sola aggiunta dell’engobbio bianco, appena uscite dal forno per la biscottatura.
Le ripropongo qui a titolo di confronto tra le due fasi della creazione dell’opera.
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La vita quotidiana qui in PiralArte ad Albisola non è sempre e solo rose e fiori. In un ambiente in cui la sensibilità e il senso del Bello sono spinti all’eccesso può infatti capitare che gli eventi degenerino…
Roberto Gaiezza da alcuni giorni si aggirava per la fabbrica con fare ansioso.
Il motivo delle preoccupazioni è presto detto: le due sfere!
Modellate con una pazienza infinita, dipinte con la sua solita maestria, le due enormi sfere di Gaiezza sono entrate nel cuore di tutti qui in fabbrica, ma non nel suo…
Esigente come sempre il nostro artista è però in ansia al pensiero che i colori delle due opere – a cottura ultimata – non lo soddisfino completamente…
Pochi giorni orsono vi ho riferito dell’uscita dal forno del primo pezzo, un’opera davvero bella e significativa.
Ebbene, oggi aspettavamo con trepidazione l’uscita della seconda sfera… e all’apertura del forno era presente come sempre anche l’artista… che appena ha visto l’opera ha estratto un martello cercando di distruggerla urlando frasi sconnesse!
Per fortuna era presente Carlo Sipsz che si è frapposto tra il furore michelangiolesco di Gaiezza e il malcapitato solido geometrico salvando l’opera e – permettetemi – l’amicizia con l’artista cairese.
Nessuno sa con precisione i motivi di tanto furore, visto che Gaiezza se ne è andato subito dopo in cerca di funghi.
p.s. la sfera abbandonata, dopo le cure del caso, verrà data in affidamento a Carlo Sipsz che ne curerà l’educazione con la “diligenza del buon padre di famiglia” (e buona pace di Giorgio Moiso)…
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Continuano febbrili i lavori attorno al nuovo totem di Carlo Sipsz qui in PiralArte ad Albisola…
E’ la fase della rifinitura delle superfici nell’attesa che l’argilla asciughi definitivamente rendendo l’opera “trasportabile” verso la zona dei forni per la biscottatura.
Si tratta di un momento di attesa, durante il quale l’artista sviluppa un contatto realmente “epidermico” con la sua opera controllandone di giorno in giorno l’evoluzione…
E’ una fase delicatissima nella quale l’argilla perde parte dell’acqua in essa contenuta “ritirandosi” di alcuni centimetri… è anche il momento in cui i “ritiri” possono causare delle venature, delle crepe sulle quali bisogna intervenire sollecitamente.
Per prevenire e controllare i “ritiri” l’artista copre con dei fogli di giornale le parti che si asciugheranno più rapidamente, in modo da rendere più omogenea possibile la delicata fase dell’essicazione.
Carlo Sipsz controlla personalmente i tre moduli con grande attenzione: un’operazione complicata dal peso delle sculture e dalla difficoltà nel muovere delle strutture ancora morbide.
Siamo a metà dell’opera!
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Stanno prendendo forma, come si può notare dalle foto, i tre segmenti del totem di Carlo Sipsz. A detta dell’artista ci vorranno ancora quindici giorni perchè le tre parti della monumentale scultura possano entrare in forno per la biscottatura. Nel frattempo le strutture sembrano a buon punto, con addirittura alcune parti ad engobbio bianco già definitivamente pronte per l’asciugatura.
Una nota tecnica: l’engobbio va steso sull’argilla fresca – e quindi prima della biscottatura – onde evitare il rischio di sgradevoli “distacchi” della superficie dipinta.
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Si è appena conclusa la mostra “MillenovecentoNOVE – 32 artisti in mostra a 100 anni dal movimento futurista” che si è tenuta a Celle Ligure presso la Sala Consiliare e lo Spazio 22.
E’ venuto quindi il momento di far “tornare alla base” le tre enormi sfere in ceramica realizzate presso la PiralArte. Non è stata cosa facile, al punto che si è dovuta ideare una specie di “slitta” in corda per muovere gli oggetti senza rischi di rotture.
Tutto è andato bene e le opere sono tornate sane e salve a destinazione.
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Le tre sfere finalmente a casa!
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Ylli Plaka sistema la sua opera
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La sfera di Carlo Sipsz
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