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Tags: albisola, arte, artista, ceramica, Giacomo Paolo Rossi, opera, PiralArte, terracotta
Berlino: dal prossimo 21 novembre al 21 dicembre 2009 all’interno del complesso storico STATTBAD (Gerichtstr 65 D-13347 Berlin, +49 30 86383155) la Direttrice artistica Elena Jelmoni della “Jelmoni Studio Gallery” di Piacenza in collaborazione e su indicazione della Direttrice artistica Rosi Raneri della “Taormina Gallery” di Taormina hanno selezionato l’artista savonese Giacomo Paolo Rossi per l’importante Mostra “Evento Novembre 2009 a Berline Mitte”.

Stattbad, prestigioso spazio espositivo di tendenza nel cuore artistico di Berlin Mitte, è un complesso storico; l’edificio fu progettato dall’architetto Ludwing Hoffmann e nel corso dei tempi è stato oggetto di numerose modifiche.
L’evento si svolgerà in concomitanza all’anniversario dello smantellamento del muro di Berlino (9 novembre 1989, Giorno della Libertà) e alle numerose cerimonie ufficiali volte ad approfondire e dimostrare il carattere sociale della democrazia e della libertà.

S’intende in tal modo rendere omaggio attraverso l’espressione artistica e divulgare l’arte contemporanea sul territorio berlinese. La mostra si incentra così su una panoramica espositiva sviluppata da poliedriche ricerche artistiche.
All’evento parteciperanno una ventina di Artisti di livello internazionale operanti nei campi della pittura, scultura, fotografia, arte digitale e altri ambiti artistici.

G.P.R. (così si firma l’artista) sarà presente con sette importanti opere rappresentative della sua attività creativa, in particolare tele e ceramiche di grandi dimensioni presentate a catalogo con recensione a cura della Dottoressa Rosi Raneri, storico e critico d’arte.
La cerimonia di inaugurazione avverrà nel complesso storico STATTBAD di Berline Mitte sabato 21 novembre alle ore 18,00 e sarà preceduta da una conferenza stampa con interventi di Autorità e Personalità del mondo politico e culturale di Berlino.

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Le “Costruzioni lineari” di Giacomo Paolo Rossi
“ L’artista Giacomo Paolo Rossi presenta al pubblico berlinese le sue recenti opere inedite dal carattere alquanto materico e sperimentale, peculiarità che caratterizza del resto tutta la sua produzione artistica.
Le opere di Rossi ci addentrano verso una ricerca plastica contraddistinta da un percorso signico intriso di raffinata eleganza e valenze simbolico – emozionali. L’abilità e la sperimentazione tecnica sono in continuo divenire tramite possibilità di applicazioni di ceramiche, argille, smalti, vetri e altri materiali.

L’artista rivolge la sua creatività alla ricerca grafica che, mediante percorsi materici lineari, genera e plasma all’interno della composizione inesauribili percorsi volti a costruire la plasticità e la volumetria degli elementi rappresentati.
La sua tavolozza, basata essenzialmente sull’alternanza di colori primari, diversifica le tinte calde e fredde e stesure di colore a volte ricche e plastiche e talvolta omogenee.
I colori puri e vibranti diventano anch’essi, in tal modo, forma: non vengono sfumati per mantenere tutta la loro integrità e forza, come in“Drago”.
L’occhio frequentemente rappresentato suggerisce con grande fascino all’osservatore di addentrarsi, attraverso lo sguardo, in viaggio dentro la materia con la quale egli realizza nuove realtà esistenti dapprima solo all’interno del suo pensiero (emblematica a tale proposito è “Magia”).
L’occhio, che spesso ci guarda e al tempo ci pone di fronte al paradigmatico rapporto lacaniano di schisi tra occhio e sguardo, permette, tramite l’importanza dello sguardo, di vedere così in maniera diversa, completa e universale ciò che abita dentro l’anima dell’artista.

Rossi presenta in mostra inoltre opere che aprono una parentesi riflessiva sul tema della città, nel quale attraverso l’opera “Dittico – The Wall” si richiama alla memoria con lo sguardo, l’episodio conflittuale del muro di Berlino. Il tratto signico nero crea volume e sembra trovare la sua conquista attraverso lo spessore della materia, dove rilievi e cromie si pongono in rapporti cromatici bivalenti (“Specchio”).
La linea ed il colore convivono quindi in armonica bivalenza parlando il medesimo linguaggio: l’uno fa parte dell’altro e allo stesso modo acquistano importanza all’interno della composizione conquistando lo spazio mediante il loro carattere dinamico in un rapporto di continuità che genera l’eterno. ”
Rosi Raneri, storico e critico d’arte.
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