Giacomo Lusso ha appena inaugurato la sua personale presso la galleria d’arte La Fortezza di Savona. La mostra proseguirà nelle due sedi della galleria fino al 1 novembre 2009. L’artista collabora ormai stabilmente con PiralArte per quanto riguarda la sua produzione ceramica. Abbiamo colto l’occasione per rivolgergli alcune domande.
Come mai la mostra si intitola “I Racconti della Luce”?
Tu conosci la mia esperienza di vita, quella che chiamo “il mio viaggio verso la Luce” e quanto io – come artista – ne sia rimasto influenzato nel rappresentare la mia poetica interiore. Il racconto o, meglio, la “narrazione” è costituita dalle accumulazioni dei miei segni (tre : vita, conoscenza e l’elemento naturale).
La luce è elemento che – tagliente sulle superfici – scopre, svela presenze e squarcia il nero. E’ la ricerca costante di un’espressione ideale della poetica interiore… a volte tormentata a volte lirica. Storie personali raccontate. La cosa sorprendente è che chi ha vissuto la mia stessa esperienza si riconosce nel mio lavoro e alle mostre mi cerca per comunicarmelo e improvvisamente, con queste persone appena conosciute, scatta empatia e solidarietà.

Quale opera ritieni sia indispensabile all’interno della mostra e perchè?
Tutte le opere esposte sono indispensabili a costruire la narrazione. Ritengo che nelle mie mostre ogni dipinto o scultura sia una pagina complementare alle altre per trattare il tema di volta in volta: Viaggio dentro, Dalla luce alle terre, Il sogno dei segni, ecc.
Dove stai andando, verso quali obiettivi ti stai muovendo, artisticamente parlando?
Rifiuto l’idea che per un artista di oggi la tela o la ceramica siano da considerarsi alla stregua di un pezzo singolo avulso da un concetto più complesso del fare Arte . Il valore del singolo, giusto o sbagliato che sia è un distinguo che compete più al mercante o al gallerista. In ceramica forse sto tentando, prima che in pittura, di svincolare l’oggetto soprammobile e interagire con la gente con idee di tipo concettuale. L’arte diffusa come Ceramica in Celle è una espressione di questo indirizzo, come le pagine di ceramica del libro di cento teglie Piral, il suddividere e donare smontando una accumulazione di piastrelle. Queste azioni mi fanno venire le farfalle nello stomaco e mi rendono felice perché mi rendo conto che sono vivo come artista e non mi fermo a fare dell’artigianato plastico.

Fare ceramica oggi ha ancora un senso?
Ecco forse per me ha ancora senso fare ceramica per trovare sempre nuovi stimoli creativi a maggior ragione in un ambiente ospitale e stimolante come PiralArte. Riconosco un mio limite. Il periodo che dedico alla ceramica non lo posso interrompere con il dipingere mi resta difficoltoso anche se ormai alcuni gesti sono comuni nelle due lavorazioni. L’incidere in pasta, per esempio, è gesto ceramico che ho ripreso in pittura.
Ti ringrazio tantissimo per questa mini intervista, che tra l’altro è la prima sul Blog di PiralArte! Buona mostra!
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